RISULTATI

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[U14] Alpignano / TSEC 1-3 - E qualche parola in più
di Erik Viotti (18/02/2017)

Venerdì 17, ore 22...
Sono in panchina senza voce, sto sbagliando e sto pensando ai punti della classifica. Sto sbagliando perchè mi dovrei godere la partita qui e ora, e invece penso al Cuatto che non vede l'ora di superarci e all'Alpignano che smania per raggiungerci. E siamo 2 a 1 per noi, al quarto set, 18 pari... Se vinciamo questo set tre punti sono nostri, se perdiamo... Che vitaccia!
Siamo qui a lottare contro una squadra che conosciamo bene. Le loro battute dall'alto sono molto migliorate, anche non sempre vanno a segno. Alcune battono in salto. Non attaccano molto forte, ma difendono bene. Insomma, un'altra partita non scontata.
Arriviamo sull'uno pari perdendo male il secondo set. Il terzo set si gioca sulla continua parità, fino ad un guizzo finale che ci porta a 25. Il quarto set comincia con un 7 a 0 per noi, troppo bello per essere vero. Ma ad Alpignano non mollano. Ed eccoci qua, a 7 punti dalla fine di un set molto molto importante. Beh, chi c'era ha visto le unghie tirate fuori dalle nostre. E ha visto lo spettacolo offerto da una squadra che non cede. Vinto 25 a 22, 3 a 1. Nonostante i punti totali siano 92 a 90 in favore delle avversarie, i tre punti li carichiamo in macchina noi.
E ora rimangono tre partite e il fiato sul collo di una certa squadra di Giaveno. Ci sarà da divertirsi...

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Ma, visto che ieri sera ho visto qualche lacrimuccia di troppo, adesso esce il dirigente pedante che è in me...

La pallavolo è un gioco, ma questo non significa che non sia una cosa seria.
Mi spiego...
Gli scacchi sono un gioco, un passatempo. Ma se guardiamo la partita da dentro, ci sono fanti che vengono mandati allo sbaraglio senza possibilità di sopravvivere, cavalli che muoiono, alfieri che vengono uccisi da torri di pietra. E se il re sopravvive, anche da solo, ha vinto. Una crudeltà pazzesca, ma fa parte del gioco.
Nel nostro sport meraviglioso, allo stesso modo, ci sono gli allenamenti e le partite.
Negli allenamenti tutti sono sullo stesso piano. L’atleta con noi da anni e quella che ha cominciato il mese scorso vengono seguite con la stessa attenzione. Nessuno viene lasciato indietro, anche perché una squadra di pallavolo non si può costruire con una manciata di giocatrici forti ma con un grande gruppo di persone diverse fra loro. Ma soprattutto lo scopo dell’esistenza di un gruppo sportivo come il nostro è quello di aggregare, non dividere.
Nelle partite invece si gioca. Ma attenzione, i giocatori non sono le pedine, l’unica pedina è la palla picchiata e schiaffeggiata per due ore. I giocatori sono tanti, e non solo quelli in campo. E fa parte del gioco che l’allenatore si arrabbi al secondo errore di fila, che qualcuno giochi poco durante le partite difficili, che qualcuno non venga sempre convocato, che il pubblico si sgoli, che gli avversari ci diano fastidio, che qualcuno anche bravo ogni tanto sbaglia di più, che qualcuno meno bravo in certi giorni giochi benissimo... e tante altre cose.
Certo, fa parte del gioco anche la vostra emozione, i vostri momenti di crisi di fronte a situazioni difficili, o al fatto di essere in partita ma giocare poco, o ad un rimprovero in più del solito che arriva dalla panchina. E sono convinto che molta di questa tensione sia positiva, perché stiamo giocando bene e vorremmo farlo sempre.
Ma la tristezza mai. Emozione, tensione, grinta, magari nervosismo sono ingredienti di una partita tirata, ma la tristezza non c’entra. Se in partita pensate che qualcuno ce l’abbia con voi, sbagliate di grosso. Stiamo solo giocando a pallavolo insieme a voi. Siete tutte splendide persone, ognuna con le sue capacità e il suo carattere.

Non mi fanno ancora entrare in campo? Non è ancora il mio momento.
L’allenatore mi grida dietro? Ci tiene a me.
Sto giocando malissimo rispetto al mio solito? Posso cambiare da un secondo all'altro, se voglio, e dimostrare chi sono.
In partita non riesco a fare qualcosa? In allenamento mi devo impegnare al massimo per riuscirci.

Qualcuno da me lo ha già sentito: da sé bisogna pretendere solo il 100%, non l’80% e tanto meno il 120%.

Forza TSEC, viviamo insieme gli allenamenti e i momenti di festa, e godiamoci l’adrenalina delle partite. Con il sorriso!







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